Tarocchi, storia e ragioni di una mostra

02/05/2026

Dici Tarocchi e subito qualcuno s’immagina una candela, una veggente, chissà quale destino. Ma per quasi quattro secoli i Tarocchi sono stati soprattutto un gioco raffinato: carte da maneggiare, ricordare, combinare. Non il futuro scritto una volta per tutte, ma il piacere, molto umano, di specchiarsi in simboli e figure.

A cura di Paolo Plebani, la mostra dell’Accademia Carrara restituisce ai Tarocchi la loro storia: nati nel Quattrocento, quando si chiamavano Trionfi e tenevano insieme simbolismo medievale e cultura umanistica, sono via via diventati oggetti preziosi di corte, immagini popolari, strumenti esoterici, materia per artisti, scrittori, sognatori incalliti.

Ospite d’onore il mazzo Colleoni, finalmente riunito dopo oltre un secolo: un piccolo miracolo di carte uniche e preziose. E poi c’è Italo Calvino, che dai Tarocchi seppe cavare racconti come da una macchina inesauribile: basta accostare le immagini e una storia pretende la scena. Per questo i Tarocchi ci riguardano ancora. Non perché dicano cosa accadrà, ma perché ci chiedono di guardare meglio ciò che abbiamo davanti.

Domenica 17 maggio alle 17,30 l’Accademia Carrara invita tutti a “I Tarocchi in 7 parole”: visita alla mostra con audio guida, esperto di tarocchi e sfida narrativa firmata 7Parole. Lasciati incantare dai Tarocchi, pesca una carta, trova la tua storia. Il tutto in sole 7 parole, naturalmente.

Vai a comporre qualche racconto.

Scopri la visita del 17 maggio.

IN COLLABORAZIONE CON

Accademia Carrara

Fondata nel 1796 da Giacomo Carrara, l’Accademia Carrara di Bergamo è considerata il museo del collezionismo italiano, poiché le sue raccolte si fondano interamente sui lasciti di illuminati mecenati che, nel tempo, hanno voluto accrescerne il patrimonio mettendolo a disposizione della città e della collettività.
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