Pinocchio si fa figlio e Geppetto padre

Che cos’è in fondo, Pinocchio? Burattino o marionetta? Oppure, come sostiene Vargas Llosa, è un pupazzo di legno snodato, realizzato da un abile artigiano dal cuore d’oro? O ha forse ragione Benedetto Croce, che lo vede come un fantoccio di legno.
Ma al di là di come sia meglio definirlo, l’identità di Pinocchio ha parecchio a che fare con il diventare: nel corso della narrazione, Pinocchio diventa figlio tanto quanto Geppetto diventa padre. A ben vedere, Pinocchio è un romanzo di formazione, e non a caso così l’hanno accolto e celebrato in Germania fin dal suo apparire.
Se mastro Ciliegia si libera dal pezzo di legno, ovverosia lo scarta, regalandolo a Geppetto, è questi che lo accoglie e lo scolpisce. Meglio: gli dà vita, con quelle gambe che, guarda caso, consentono a Pinocchio di fuggirsene lontano, con licenza d’errare. Ed ecco balenare il punto vero: Pinocchio è fiaba universale perché fa emergere i tratti essenziali di ogni esperienza umana, e per questo ci riguarda a ogni età e occasione.