Nel segno dei Tarocchi, il nuovo Torneo

29/03/2026
Tre carte del Mazzo Colleoni, uno dei più preziosi mazzi di tarocchi viscontei, risalente a metà XV secolo.

Scrivere di Tarocchi è una sfida affascinante come poche. In primo luogo perché queste “carte” – termine invero riduttivo – sono espressione dell’arte e del costume fin dal Rinascimento; e, al tempo stesso, sono una macchina narrativa formidabile: come ricordava Italo Calvino, basta accostarne alcune perché più storie prendano vita.

I Tarocchi, inoltre, abitano da sempre l’immaginario occidentale: figure e paradigmi, svolte e inciampi, colpi della sorte e pause di riflessione. La psicoanalisi junghiana li ha eletti a teatro degli archetipi, artisti e autori di ogni tempo e luogo li hanno citati, reinventati, ripresi. Insomma, non è certo un caso se l’Accademia Carrara di Bergamo ha scelto di proporre la mostra più completa di sempre dedicata ai Tarocchi, curata da Paolo Plebani: hai fino al 2 giugno per visitarla.

Per tutte queste ragioni, ti invitiamo a scrivere di Tarocchi. O, se preferisci: a scrivere con i Tarocchi. Scegli una carta che ti rappresenta, pescane una a caso, oppure accostane alcune quasi fossero capitoli di un romanzo lampo. Come sempre, hai a disposizione 7 racconti di 7 parole ciascuno, come qui si conviene e usa.

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IN COLLABORAZIONE CON

Accademia Carrara

Fondata nel 1796 da Giacomo Carrara, l’Accademia Carrara di Bergamo è considerata il museo del collezionismo italiano, poiché le sue raccolte si fondano interamente sui lasciti di illuminati mecenati che, nel tempo, hanno voluto accrescerne il patrimonio mettendolo a disposizione della città e della collettività.
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