Nel segno dei Tarocchi, il nuovo Torneo

Scrivere di Tarocchi è una sfida affascinante come poche. In primo luogo perché queste “carte” – termine invero riduttivo – sono espressione dell’arte e del costume fin dal Rinascimento; e, al tempo stesso, sono una macchina narrativa formidabile: come ricordava Italo Calvino, basta accostarne alcune perché più storie prendano vita.
I Tarocchi, inoltre, abitano da sempre l’immaginario occidentale: figure e paradigmi, svolte e inciampi, colpi della sorte e pause di riflessione. La psicoanalisi junghiana li ha eletti a teatro degli archetipi, artisti e autori di ogni tempo e luogo li hanno citati, reinventati, ripresi. Insomma, non è certo un caso se l’Accademia Carrara di Bergamo ha scelto di proporre la mostra più completa di sempre dedicata ai Tarocchi, curata da Paolo Plebani: hai fino al 2 giugno per visitarla.
Per tutte queste ragioni, ti invitiamo a scrivere di Tarocchi. O, se preferisci: a scrivere con i Tarocchi. Scegli una carta che ti rappresenta, pescane una a caso, oppure accostane alcune quasi fossero capitoli di un romanzo lampo. Come sempre, hai a disposizione 7 racconti di 7 parole ciascuno, come qui si conviene e usa.