Una poesia per chi scrive d’Abitare

Mario Luzi (1914-2005).

Per chi s’appresta a comporre racconti dedicati all’Abitare, è bello ricordare una poesia di Mario Luzi. Non una qualunque, intendiamoci, ma proprio quella che apre il Meridiano a lui dedicato, premessa alla raccolta intitolata La barca. Il poeta si diffonde per una vecchia casa densa di volti e di parole, evoca una donna che cuce il tempo chissà come, le faccende ordinarie della vita, quel che accade all’improvviso e poi scompare. Un figlio traversa la piazza in forma di gioco, o semplicemente di visione.

Parca-Villaggio

A lungo si parlò di te attorno ai fuochi
dopo le devozioni della sera
in queste case grige ove impassibile
il tempo porta e scaccia volti d’uomini.

Dopo il discorso cadde su altri ed i suoi averi,
furono matrimoni, morti, nascite,
il mesto rituale della vita.
Qualcuno, forestiero, passò di qui e scomparve.

Io vecchia donna in questa vecchia casa,
cucio il passato col presente, intesso
la tua infanzia con quella di tuo figlio
che attraversa la piazza con le rondini.

Lascia un commento

Altri articoli