Vuoi scoprire il colore del nuovo anno?

Non so voi, ma quando Pantone annuncia il colore dell’anno io penso sempre a una specie di oroscopo cromatico. Per il 2026, la profezia ha il candore di Cloud Dancer: un bianco naturale, non chirurgico, pensato – raccontano – come boccata d’aria fresca in tempi calamitosi come i nostri. In effetti questo Cloud Dancer evoca e invoca purezza, e soprattutto quiete.
Ed è qui che la nostra recente sfida sull’ombra fa capolino, perché il bianco, da solo, è un’illusione. Provate a immaginare una stanza senza ombre: non vedreste la piega di una tenda, la curva di una tazza, il bordo di un volto. Senza ombra, Cloud Dancer non sarebbe altro che rumore bianco: uniforme, muto, persino ossessivo. L’ombra invece è la grammatica della luce: non la nega, anzi al contrario la articola e declina.
In scrittura succede lo stesso. La pagina è “bianca”, ma vive di ciò che la interrompe: una parola, un segno, un vuoto che fa risaltare il pieno. Anche l’ombra è una pausa, un margine che dà forma, un confine che vive. Magari Cloud Dancer non ci invita a dimenticare il buio, ma ad assegnargli il giusto peso, la migliore proporzione. Perché serenità non è rimozione dell’ombra, ma convivenza. A ben vedere, forse è rispetto.
Che ne dici di comporre qualche racconto sull’Ombra? Vai alla sfida.
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