Pastasciutta, i 10 formati preferiti dagli italiani

Ogni anno ciascun italiano mangia ben 23 chili di pasta. Certo, ci sarà chi abbonda e doppia la misura, e chi invece si trattiene; ma il totale è di tutto rispetto, anzi fa impressione: con 1,3 milioni di tonnellate siamo i maggiori consumatori al mondo. Quel che invece pochi sanno riguarda i formati preferiti:; le varianti sono circa 300, ma secondo una ricerca che Nielsen ha condotto per Barilla giusto 10 si contendono lo scettro della tavola.
Il podio è presto detto.
🥇 Spaghetti (14,4%) – La regina della pasta, senza se e senza ma.
🥈 Penne rigate (8,5%) – Perfette per sughi corposi.
🥉 Fusilli (7%) – Amatissimi perché trattengono al meglio i condimenti.
«A proposito di pasta» mi racconta Robi Amaddeo, titolare del ristorante Da Mimmo, «nel nostro menù abbiamo i maccheroni fatti da noi, tirati a mano, i paccheri e le linguine. E ovviamente proponiamo un omaggio alla tradizione bergamasca con i casoncelli; che però non sono pastasciutta in senso stretto, visto che hanno un ripieno».
E proseguiamo con la classifica Nielsen: tortiglioni (5,6%) – Da specialità del Sud a star nazionale; mezze penne rigate (5,3%) – Gradite per la loro capacità di trattenere il sugo; spaghettini (5%) – Sottili e versatili, ideali per l’aglio, olio e peperoncino; linguine (3,7%) – Nate in Liguria, perfetta per il pesto; pennette rigate (2,7%) – Legano bene con il sugo, ideali per la pasta alla siciliana. infine abbiamo le farfalle – Salite alla ribalta negli anni ’90 con ricette creative; e i rigatoni – Perfetti per gratinati e timballi, cibi che un tempo erano più diffusi.
Anche i formati di pasta hanno una loro moda?, chiedo ad Amaddeo. «Certo. La pasta liscia, ad esempio, è un po’ scomparsa, perché trattiene meno il sugo; ultimamente sono in auge i formati piccoli, più versatili; le farfalle hanno avuto un momento di gloria, ma oggi sono in calo, come i formati colorati». E poi, dico io, paese che vai pasta che trovi. «Sì, ogni zona d’Italia, anzi ogni paese ha il suo formato prediletto, la sua pasta del cuore. Per noi italiani il cibo non è mai solo nutrimento: è anche ricordo dei nostri cari, rito condiviso, porzione di vita».
Ti va di raccontarci la tua pasta del cuore?

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