Per un racconto serve proprio la sorpresa

14/09/2022

Alcuni di voi, prima di comporre, mi chiedono che s’intenda esattamente per racconto. Dovendo impiegare solo 7 parole, in effetti, la comprensione è d’obbligo. Ora, il racconto di suo è una forma breve, rispetto al romanzo che, come noto, assume proporzioni più vistose. Ma non è solo qui la differenza. Il racconto è breve perché mette a fuoco giusto una vicenda, ovvero si concentra su quel fatto o personaggio, mentre il romanzo è spesso affollato e plurale. E poi: il romanzo ha il passo lento dei fiumi che han raggiunto la pianura, e tra anse e meandri placidi raggiungono il mare. Il racconto no: è frizzante come un ruscello di montagna, precipita per così dire dalle vette. Infine, elemento decisivo: come nella boxe, il romanzo vince ai punti, per via della sua medesima struttura, mentre il racconto si chiude con un knock-out. Ovvero, il romanzo procede per aggregazioni successive, il racconto apparentemente ha la stessa intenzione, ma alla fine scarta di lato e sorprende con un finale inatteso, ma non per questo meno vero. È l’irruzione del Mistero, come diceva Flannery O’Connor. O, più modestamente, la sorpresa che prevale sull’attesa. Certo, l’impresa sta nel condensare tutto quanto in 7 parole, ma proprio qui sta il bello della sfida.

2 commenti a questo articolo

  1. Pier Locatelli ha detto:

    Questa lettura di cos’è un racconto è proprio interessante, anzi mi piacerebbe proprio vederla sviluppata perché il rapporto racconto-romanzo è intrigante davvero. Posso sperare in uno sviluppo di questo interessantissimo tema? Grazie

    • Claudio Calzana ha detto:

      Grazie, Pier. In effetti sto ragionando su temi analoghi, non proprio questi ma insomma. Sto redigendo un breve saggio che vedrà la luce a fine anno, quindi le basta seguire il mio blog per avere notizie e leggerlo quando sarà il momento. Un cordiale saluto